Drumnadrochit: a caccia di mostri

Drumnadrochit è un piccolo villaggio affacciato sulla baia di Urquhart, sulla sponda occidentale del fiume Loch Ness che taglia in due le Highlanda dalle Lowlands congiungendo  l’Oceano Pacifico con il mare del Nord.  Conta una popolazione compresa fra i 2000 e 4000 abitanti. E’ in assoluto la località più scelta da chi, ancora oggi,  intende andare alla caccia del mostro che ha reso famosa la Scozia dopo il Whisky, il mostro di Loch Ness.

Trovandosi a sud delle Highlands è un luogo ottimale per esplorarle, partendo dalle città e villaggi più importanti, Drumandrochit in primis e poi la capitale Inverness a soli 20 chilometri per poi addentrarsi nel vasto territorio incontaminato che caratterizza le Highlands fatto di piccoli villaggi isolati e da una folta vegetazione che la rende uno scenario adatto a film e storie di fantasmi.

La prima cosa da fare in questo villaggio è un sopralluogo del castello di Urquhart adiacente al lago dal quale sembra uscire. I più coraggiosi invece, possono fare una perlustrazione del lago in barca, tragitto che dura circa un’ora e tentare di vedere tra i suoi abissi se Nessie si nasconde da qualche parte. A poca distanza il museo, Nessieland, dedicato al mostro con annesso un parco giochi per i più piccoli.

Il castello di Urquhart 

E’ uno dei castelli più grandi della Scozia anche se visto da furori e non completamente intatto, può non sembrare. Le origini esatte dell’edificazione del castello sono vaghe, ma i documenti storici ufficiali parlano del XIII secolo. E’ stato anche uno dei castelli più depredati della storia scozzese e passato di mano in mano a numerose famiglie per essere fatto poi definitivamente esplodere nel 1692 perché non finisse in mano ai Giacobiti. Il tempo si è fermato in quell’istante e il castello ci appare oggi come allora con ancora accanto i numerosi detriti e massi spostati dall’esplosione.

Originariamente la fortezza era in possesso di Alessandro II che ne concesse poi la gestione ad altri. Da quel momento fu un susseguirsi inarrestabile di passaggi di famiglie e poi lotte e battaglie che lo passarono in mano degli scozzesi per poi passare di nuovo in quelle degli inglesi. Il peggio avvenne quando la dinastia dei McDonald che abitavano le isole e cercavano espansione nel regno scozzese, giunsero sulle rive del Loch Ness e depredarono il castello di tutto quello che aveva, dal mobilio, agli animali, dalle stoviglie alle armi.

Nel corso del 600 fu riparato più volte, ma il suo destino era segnato. Occupato dai seguaci di Guglielmo III nel 1692, fu preso d’assalto dai Giacobiti. Gli inglesi ebbero la meglio, ma prima di lasciare il castello, decisero di porre fine alla sua vita, facendolo saltare in aria.

La parte rimasta più intatta nonché quella che accoglie la vista quando ci si arriva, è la torre del 1509 e fortificata negli anni. Era 12 metri di altezza e ospitava le camere dei padroni del castello poste su 5 livelli differenti. Al posto del moderno ponte c’era un ponte levatoio e oltre all’ingresso principale è visibile quello secondario posto direttamente sulle rive del lago per permettere i rifornimenti provenienti dalla via principale di trasporto, l’acqua.  

Nessie

 La storia di Drumnadrochit è strettamente legata alle sue guerre tanto quanto ai sui miti e quello di Nessie, il famoso Mostro di Loch Ness ha risonanza mondiale. I primi avvistamenti del mostro risalgono al 580 e ce ne da testimonianza il biografo del santo Columba uno dei primi monaci irlandesi che diffusero il cristianesimo.

La storia narra che il monaco giunto sulle rive del Ness all’altezza Del Glen Urquhart, assistette alla sepoltura di un uomo morto dopo aver fatto il bagno nel lago. Secondo gli uomini del posto, il malcapitato era stato preso a morsi da un essere mostruoso dopo essersi immerso nella acque del lago. Il monaco rimase esterrefatto dell’accaduto, ma volle comunque una barca per percorrere le acque. Appena un suo compagno di viaggio si fu immerso nell’acqua per andare a prendere la barca, emerse dal fondo il mostro inferocito che si diresse verso l’uomo. Il monaco, allora, alzò il braccio e ordinando al mostro di andarsene e lasciarlo vivere.

Miracolosamente Nessie, ascoltò le parole dell’uomo e ritornò dagli abissi da cui era venuta. Da qui la leggenda che ancora oggi ci affascina. 

Corrimony Chambered Cairn 

Un’altra struttura dall’atmosfera magica è la tomba a tumulo dell’età neolitica che si presenta ancora oggi in ottimo stato. Gli agricoltori neolitici che l’hanno costruita dimostrano un’abilità e conoscenza dell’architettura, per quanto primitiva, davvero notevole.

Il tetto che si trovava sopra la centrale camera circolare è andato distrutto dal tempo, tuttavia la struttura è visitabile al suo interno attraverso un basso passaggio che porta al centro della camera. Attorno alla costruzione ci sono 11 pietre in piedi che suggeriscono il tentativo di una qualche congiunzione astrale per la trasmigrazione delle anime dei morti verso le stelle, ma non è ufficiale. All’interno, nel 1952 è stato trovato un perno osseo, si suppone di una donna, ma non oggetti del culto dei morti. Il sito è molto ben conservato e ,attraverso le spiegazioni e disegni su appositi cartelli, è perfettamente comprensibile la forma della struttura in origine. Un viaggio nella storia degno di una tappa.

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