Le bocche di Kotor, nel Montenegro

Kotor è una cittadina del Montenegro che si trova sulla costa adriatica serba. Conosciuta anche con il nome di Cattaro, è circondata da un’imponente cinta di mura ed è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’unesco. Kotor fece parte della Repubblica di Venezia dal 1420 al 1797, e possiede ancora in qualche misura qualcosa dello stile italiano. Kotor possiede circa 23 mila abitanti, ed è una meta molto ambita per la sua vicinanza alle Bocche di Cattaro, una serie di bacini interni di mare che formano il più grande porto naturale dell’Adriatico.

Origini

Kotor fu fondata sotto il periodo Romano. Le prime menzioni risalgono al 168 a.C. Subì varie occupazioni, passando dai bulgari fino ai serbi. Già nel XIII secolo divenne sede di monasteri domenifacni e francescani, crescendo d’importanza nel XIV secolo fino a rivaleggiare con altre potenze marittime commerciali.

Dopo la caduta dei serbi, Cattaro passò in mano alla Repubblica di Venezia per non cadere in mano all’impero ottomano. La città fu però vittima di assedi, malattie e terremoti, passando di mano in mano dall’Austria all’Italia, alla Francia e infine nuovamente all’Austria. Dopo il 1918 fu integrata assieme al Montenegro nello stato della Jugoslavia, per tornare indipendente in seguito alla disgregazione dello stato.

Le insenature di Kotor

Montenegro è un piccolo stato che si estende in pochi chilometri di costa. A farne da ingresso si trovano le Bocche di Cattaro, o Boka Kotorska, formate da una serie di insenature che portano ad una baia chiamata anche la sposa dell’Adriatico, a dimostrazione della bellezza che è capace di colpire il visitatore. Quest’area, un po’ simile ai fiordi norvegesi, crea un paesaggio molto suggestivo ma è anche un elemento strategico che nel passato è stato sfruttato sia dai veneti che dall’impero Austro ungarico, che costruì qui una base navale militare. Boka Kotorska rappresenta uno dei fiordi più meridionali d’Europa, in competizione con quello di Amalfi. A nord del fiordo troverete la penisola di Vittaglina, la punta più meridionale della Croazia, a sud invece la Punta d’Arza.

Il primo bacino immette nella Baia di Topla, chiamata anche Bolfo di Castelnuovo. Il secondo bacino è quello più esteso, ha una forma triangolare ed è chiamato Tivat, o la Baia di Teodo. L’ultimo passaggio è anche il più stretto, per questo si è guadagnato il nome di stretto delle Catene, è lungo 2 km e largo solo 300 metri, e conduce al Golfo di Risano e al Golfo di Cattaro.

Un’escursione sulle Alpi

Attorno alla città si dispiegano le Alpi Dinariche. La più vicina a Cattaro, oltre che la cima maggiore della catena montuosa, il Monte Leone, ospita anche uno dei quattro parchi nazionali qui a Montenegro. Salendo sulla cima avrete soddisfazione con una vista panoramica sulle bocche di cattaro e sul mar Adriatico. Addirittura, nelle giornate particolarmente soleggiate, si può arrivare a scorgere il profilo dell’Italia.

Il tour della città in un giorno

E’ possibile prenotare molto facilmente una gita giornaliera che vi farà godere di tutte le bellezze della città e dei dintorni, iniziando dalle veduta della città vecchia di Dubrovnik, patrimonio Unesco, passando poi per la valle di Breno e la regione di Konavle. Se visitate la città infatti non potete perdere un tour lungo la pittoresca costa del Montenegro, che vi farà ammirare tutte le sfumature dell’azzurro dell’oceano. Poco distante, troverete Perasto, costruita proprio sotto i piedi del monte Sant’Elia, da dove è possibile fare un giro in barca che vi porterà all’isola di Nostra Signora delle Rocce e vi permetterà di visitare una chiesa barocca del XVII secolo.

A Cattaro, invece, una visita meritano certo le mura, che vi stupiranno mentre attraversate la porta dove Venezia mise il rilievo del Leone di San Marco. Seguendo il sentiero che costeggia le mura troverete piazza Trg od Drva e la chiesa di Santa Maria Koledata, che vi condurrà direttamente di fronte ai gradini di una lunga scalinata: ben 1350 scalini che vi porteranno direttamente in cima al monte sv Ivan, per godere di un meraviglioso panorama, non molto accessibile però a chi non gode di una certa forma fisica, per affrontare la scarpinata. Altri edifici di interesse sono il bastione Gordicchio, il Museo del Gatto e la cattedrale di San Trifone.

 

Booking.com

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here